La differenza tra Metodo Classico e Charmat
Quello delle bollicine è un mondo vario, ricco di sfumature e termini tecnici che non tutti conoscono. In questo articolo voglio provare a risolvere alcuni dubbi molto diffusi, a cominciare dalla differenza tra i due principali metodi di spumantizzazione: Metodo Charmat e Metodo Classico.
Il Metodo Charmat
I vini prodotti con il Metodo Martinotti detto anche Metodo Charmat (rispettivamente dai nomi dell’astigiano Federico Martinotti, che inventò il metodo, e di Eugéne Charmat, che brevettò l’attrezzatura per metterlo in pratica) nascono da vini bianchi fermi, che, dopo aver subito una prima fermentazione durante il normale processo di produzione, ne subiscono una seconda in autoclavi di acciaio, a temperatura e pressione controllate, con l’aggiunta di lieviti e zucchero. Durante questa fase, che dura da 30 giorni a 6 mesi, i lieviti consumano gli zuccheri e li trasformano in alcol e anidride carbonica, dando vita alle bollicine.
A questo punto, il vino viene filtrato, avviene poi il dosaggio, cioè una correzione finale con l’aggiunta di una miscela di vino e zucchero, e infine l’imbottigliamento.
Nel Metodo Charmat, la spumantizzazione si completa in bottiglia e quindi i vini, una volta imbottigliati, risultano già pronti per essere bevuti. Poiché è un processo piuttosto semplice e rapido, il Metodo Charmat dà vita a vini per lo più leggeri, freschi e dalle note fruttate, con un perlage abbastanza grossolano ed evanescente: l’esempio più celebre è il Prosecco.
Il Metodo Classico
Il Metodo Classico o Metodo Champenoise – usato per gli Champagne prodotti nell’omonima regione – o Metodo Crémant – per gli spumanti prodotti nel resto della Francia- si differenzia dal Metodo Charmat principalmente perché effettua la seconda fermentazione, e quindi la spumantizzazione, direttamente in bottiglia.
La base degli spumanti è solitamente costituita da una cuvée, cioè una miscela di vini di tipologie e/o annate diverse, che viene imbottigliata con l’aggiunta di una selezione di zuccheri e lieviti (tirage). In bottiglia il vino effettua la seconda fermentazione riposando in posizione orizzontale per una durata media di 24/36 mesi, con picchi anche di 120 e oltre.
A questo punto inizia la fase del remuage: ogni bottiglia viene ruotata di 1/8 e leggermente inclinata con il tappo verso il basso per far depositare nel collo i residui della fermentazione. Quando la bottiglia raggiunge una posizione verticale, il collo viene congelato con appositi macchinari. Si procede così con la sboccatura (degorgement): la bottiglia viene stappata e le fecce ghiacciate vengono espulse. Gli ultimi passaggi sono il dosaggio, con l’aggiunta di una miscela di zuccheri e vino per ripristinare la parte di vino espulsa, e il tappaggio definitivo. Più lungo, costoso e complesso rispetto al Metodo Charmat, il Metodo Classico dà vita a vini più strutturati e corposi, con note più ricche prevalentemente legate al lievito e un perlage più fine e persistente.

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