La regione dello Champagne: territorio e clima
Su una superficie complessiva di circa 34.000h, gli impianti viticoli della Champagne occupano circa 32.200h di terreno.
I filari delle viti si snodano per 120 km circa, con larghezze che vanno dai 300m ai 2 km e insistono su 5 dipartimenti di territorio francese:
- Marne
- Aube
- Aisne
- Seine et Marne
- Haute Marne
La Champagne comprende 634 Comuni, dei quali solo 320 sono vocati alla viticoltura champenois.
L’unicità dei vini della Champagne è dovuta a condizioni ambientali molto particolari; infatti questo è il territorio viticolo più settentrionale di Francia che gode di un clima oceanico con 1.600 ore annue di insolazione e di una pluviometria piuttosto modesta; così le uve, oltre al raggiungimento di una perfetta maturazione, hanno il tenore in esteri più elevato del mondo e una grande complessità di profumi, fini e specifici. Essendo anche il livello dei tannini molto contenuto, si possono ricavare vini di grande finezza ed eleganza.
La conformazione del terreno in Champagne è unica e particolare: 70 milioni di anni fa, la regione era completamente sommersa dall’oceano, poi il progressivo ritiro delle acque sedimentò un suolo gessoso (craie) dello spessore medio di 200/300 m; un terribile terremoto successivo (20 milioni di anni fa) spaccò la crosta gessosa, sollevandola e impregnandola di fossili marini oltre che di minerali vari; poi ancora un altro sommovimento tellurico, ma di maggior intensità (10 milioni di anni fa) rispetto al precedente, creò varie formazioni collinari inframezzate da numerose piccole vallate.
L’elemento principale del sottosuolo della Champagne è quindi il cosiddetto “craie”, che gli antichi abitanti di lingua gallica chiamavano “can pan” (terra bianca), variamente permeato dai vari sedimenti marini cui si accennava in precedenza. Le radici delle viti penetrando nelle profondità di questi depositi cretoso-calcarei ne assorbono gli elementi salini e minerali di cui sono estremamente ricchi.
Il sottosuolo della regione non è sempre uniforme, anzi, esso varia a seconda dei diversi dipartimenti in cui è suddivisa l’area Champenoise: a grandi linee, potremmo suddividerlo come segue:
Marne, Aisne e Seine et Marne sono simili, a parte alcune piccole differenze, con formazioni per lo più argiloso-calcaree e argillose.
Côte de l’Ile de France, Chigny les Roses, Bouzy, Verzenay, Trépail, Ambonnay, Epernay, parte della Vallée de la Marne e della Côte des Blancs, presentano invece un sottosuolo di craie bianco ricchissimo di sedimenti di calcarei (68%).
Vi sono poi altre formazioni geologiche riguardanti piccole aree vitate: Vitry-le-François, che presenta un craie grigio, contenete argilla (94%); Congy-Villevenard, viceversa, ha una buona parte di craie (36%) misto a sabbie silicee, argille e marne bianche e verdi.
L’Haute Marne e, più a sud, l’Aube hanno sottosuoli risalenti al Giurassico (146-151 milioni di anni fa) composti da calcare (34%), marne bianche e verdi (33%) e sabbie silicee (27%). Unica e strana eccezione è il territorio di Montgueux, dove troviamo un craie, formatosi circa 80 milioni di anni fa, contenente marne grigie e carbonati, più calcareo nella parte collinare e maggiormente argilloso verso valle.
Questo mixage di differenti sostanze gessose, fossili e minerali si evidenzia sia come fonte di nutrimento essenziale per i vigneti, che come cattivo conduttore del calore solare, infatti, lo immagazzina d’estate e lo restituisce assi lentamente durante l’inverno; assicura inoltre un buon drenaggio delle acque in eccesso, favorendo anche l’assorbimento dell’umidità nei periodi troppo piovosi, che potrà essere poi resa a disposizione delle radici della vigna in estate, attenuando così gli effetti di eventuali periodi siccitosi.
Il clima
In Champagne la temperatura annua è mediamente di +10°. Essendo una zona continentale, spesso a periodi di mite clima atlantico seguono giornate di freddo clima nordico, questa situazione, combinata alla conformazione più o meno collinare del terreno ed alla presenza di valli e foreste, rende una moltitudine di diversi microclimi.
Questa “presenza verde” dominante le cime delle colline ed estesa anche a varie parti degli altopiani circostanti, contribuisce a trattenere l’umidità ed a creare una buona stabilizzazione delle temperature, perché la vite, per potersi sviluppare al meglio, necessita di climi e umidità costanti.
I vigneti champenoise assorbono circa 6/700 mm d’acqua durante l’arco dell’anno.
Malgrado quanto espresso sopra, la regione non è scevra da deleterie gelate invernali (in media 3/4 giorni l’anno) che abbassano la temperatura molto al di sotto delle medie (fino a -10°), e che spesso arrecano gravi danni sia ai germogli, nel periodo vegetativo, che ai ceppi della vite.
Per citare uno degli anni più neri ricordiamo il 1985 quando d’inverno il termometro scese a -25° distruggendo più di 1/5 dei vigneti champenoise;
Anche in primavera, o più raramente in autunno, improvvise gelate notturne o bizzarri sbalzi di temperatura possono causare danni nelle fasi di fioritura e ridurre così le rese vendemmiali; infine anche probabili ed improvvisi temporali estivi, a volte accompagnati da violente grandinate, potrebbero arrecare più di un danno a vaste parti dei vigneti.

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